Viaggiare a Taiwan è un’esperienza che ti cambia, l’ho vissuta in prima persona e so quanto le sfumature culturali possano fare la differenza. Nonostante la crescente globalizzazione e la facilità di accesso alle informazioni, mi sono reso conto che ci sono gesti, usanze e modi di pensare che possono sorprendere chi arriva dall’Italia.
La vera ricchezza del viaggio risiede proprio nella sensibilità verso queste sottili differenze, ignorarle significherebbe perdere una parte fondamentale dell’immersione.
È cruciale essere preparati per evitare malintesi e arricchire la propria avventura in un mondo sempre più connesso. Andiamo a scoprire nel dettaglio.
Viaggiare a Taiwan è un’esperienza che ti cambia, l’ho vissuta in prima persona e so quanto le sfumature culturali possano fare la differenza. Nonostante la crescente globalizzazione e la facilità di accesso alle informazioni, mi sono reso conto che ci sono gesti, usanze e modi di pensare che possono sorprendere chi arriva dall’Italia.
La vera ricchezza del viaggio risiede proprio nella sensibilità verso queste sottili differenze, ignorarle significherebbe perdere una parte fondamentale dell’immersione.
È cruciale essere preparati per evitare malintesi e arricchire la propria avventura in un mondo sempre più connesso. Andiamo a scoprire nel dettaglio.
Il Linguaggio Non Verbale e la Cortesia Silenziosa

La prima cosa che ho notato a Taiwan è stata la sottigliezza delle interazioni. Non aspettarti calorosi abbracci o gesti plateali come siamo abituati in Italia.
Qui, la cortesia si manifesta spesso in un modo più riservato e meno appariscente, quasi un rispetto silenzioso per lo spazio altrui. Ricordo la prima volta che ho cercato di salutare un anziano con un cenno troppo energico della mano: ho subito percepito un leggero imbarazzo nel suo sguardo, una sensazione strana, come se avessi infranto una regola non scritta.
Ho imparato in fretta che un leggero inchino o un semplice sorriso accompagnato da un “Ni Hao” (ciao) è infinitamente più appropriato e apprezzato. È una questione di sentire l’ambiente, di sintonizzarsi con una frequenza diversa, dove la quiete e la discrezione valgono più di mille parole.
Questo vale anche quando si riceve o si porge qualcosa: usare entrambe le mani per dare o prendere un oggetto, anche il più insignificante, è un segno di rispetto profondo.
Personalmente, ho trovato questo aspetto affascinante e profondamente umano; ti spinge a osservare di più, a interpretare i segnali non detti e a rallentare il tuo ritmo interiore.
È un vero e proprio esercizio di umiltà e attenzione che arricchisce enormemente la tua percezione del mondo.
1. L’Importanza dello Spazio Personale e della Discrezione
A Taiwan, lo spazio personale è qualcosa di sacro, anche in contesti affollati come il mercato notturno o la metropolitana. Nonostante la densità di popolazione, ho sempre percepito un rispetto reciproco per la bolla individuale.
In Italia, siamo abituati a stare molto vicini, a volte a toccarci per enfatizzare un punto durante una conversazione, o semplicemente a non farci problemi a sfiorare qualcuno in coda.
A Taipei, ho notato che la gente evita il contatto fisico non necessario. Se ti trovi in una situazione dove devi chiedere informazioni o farti strada, un semplice “Bu Hao Yi Si” (mi scusi) è fondamentale.
È un modo per chiedere permesso, per riconoscere la presenza dell’altro senza invaderla. La mia esperienza mi ha insegnato che alzare la voce o gesticolare in modo eccessivo può essere percepito come scortese o aggressivo.
La calma è la chiave, sempre. Persino quando si parla al telefono in pubblico, i taiwanesi tendono a usare un tono di voce basso, quasi sussurrato, per non disturbare chi li circonda.
Questa discrezione è un pilastro della loro etichetta sociale e, una volta assimilata, ti fa sentire molto più a tuo agio e integrato.
2. Il Valore del Sorriso e dell’Assenso
Il sorriso a Taiwan è onnipresente, ma non sempre indica gioia o piena comprensione come in Italia. A volte, un sorriso può essere un modo per esprimere disagio, per scusarsi per un errore, o semplicemente per mascherare un “no” diretto che potrebbe mettere in imbarazzo l’interlocutore.
Ricordo quando chiesi indicazioni a una signora anziana e lei, sorridendo, mi indicò una direzione. Peccato che fosse quella sbagliata! Non era malizia, era piuttosto una riluttanza a dire “non so” o a rifiutare una richiesta, per non farmi sentire frustrato.
Ho imparato che l’assenso, un cenno del capo o un “hmmm” di comprensione, non significa sempre “sì, sono d’accordo” ma può indicare semplicemente “capisco ciò che stai dicendo”.
Per questo motivo, è fondamentale fare domande chiare e, se possibile, chiedere una conferma per essere certi di aver compreso appieno. Questo aspetto mi ha spinto a sviluppare una maggiore pazienza e ad affinare la mia capacità di leggere tra le righe, cosa che si è rivelata preziosa non solo in viaggio ma anche nella vita di tutti i giorni.
Il Cibo come Arte di Condivisione e Rispetto
Il cibo a Taiwan non è solo nutrimento; è un’espressione profonda di cultura, ospitalità e connessione sociale. Quando mi sono seduto per la prima volta in un tipico ristorante con la mia guida locale, sono rimasto colpito dalla quantità di piatti ordinati e dalla naturalezza con cui venivano condivisi tra tutti i commensali.
In Italia, sebbene ci sia la tradizione di condividere antipasti o pizze, raramente l’intero pasto è una coreografia di piatti che passano di mano in mano, con cucchiai e bacchette che danzano tra le ciotole comuni.
Qui è la norma. Ho imparato che è considerato scortese riempire il proprio piatto fino all’orlo al primo giro, poiché si presuppone che ci siano abbastanza pietanze per tutti e si debba lasciare spazio anche agli altri per gustarle.
Inoltre, il modo in cui si usano le bacchette è un vero e proprio galateo a sé stante: piantarle verticalmente nel riso è un gesto tabù, poiché ricorda le offerte funerarie.
Metterle di traverso sulla ciotola o poggiarle sull’apposito supporto è il segno di chi ha compreso la cultura. Mi sono sentito parte di qualcosa di antico e autentico ogni volta che condividevo un pasto con i locali, e questa è una delle esperienze più arricchenti che ho portato a casa.
1. Le Bacchette: Strumenti di Precisione e Rispetto
L’uso delle bacchette è una vera e propria arte a Taiwan, e ho faticato non poco all’inizio! Le prime volte mi sentivo goffo, facendo cadere il cibo e rischiando di far ridere i miei commensali.
Ma con un po’ di pratica, ho iniziato ad apprezzare la precisione e la delicatezza che richiedono. È fondamentale non puntare mai le bacchette verso una persona o un piatto specifico in modo aggressivo; si tratta di un gesto maleducato.
Allo stesso modo, non si usano per indicare, né per picchiettare sulla ciotola per attirare l’attenzione. È segno di povertà o di maleducazione. Quando non le usi, è buona norma appoggiarle sull’apposito supporto o lateralmente sulla ciotola, mai sul tavolo nudo o, come detto, conficcate nel riso.
Ho visto persone fare piccoli inchini con la testa mentre ricevevano il cibo con le bacchette, quasi come un ringraziamento silenzioso. La mia abilità con le bacchette è migliorata tantissimo, e ora posso dire di non fare più brutte figure, o quasi!
È una piccola vittoria personale che mi rende orgoglioso della mia immersione culturale.
2. Il Banchetto e l’Etichetta della Condivisione
Partecipare a un banchetto a Taiwan è un’esperienza unica e, credimi, ti riempie il cuore (e lo stomaco!). A differenza delle nostre cene dove ognuno ordina il proprio piatto, qui i piatti vengono posti al centro del tavolo, spesso su una piattaforma girevole, e tutti si servono da lì.
È un modo per favorire la convivialità e la condivisione. Ho imparato l’importanza di non prendere l’ultimo pezzo di un piatto, a meno che non ti venga offerto esplicitamente; è un gesto di cortesia lasciare qualcosa per gli altri.
Spesso, il più anziano o l’ospite d’onore avrà la priorità nel servirsi o nell’essere servito. Ricordo una volta, ero tentato di prendere l’ultimo gambero, ma ho resistito.
Poco dopo, l’ospite lo ha preso e me lo ha gentilmente messo nel piatto. Un gesto semplice, ma che mi ha fatto sentire accolto e apprezzato. Offrire agli altri è un segno di generosità e ospitalità.
Non c’è fretta nel mangiare; il pasto è un momento di conversazione e connessione, non solo di rifornimento di energia.
Il Ritmo della Vita Urbana e la Pazienza
Le città taiwanesi, specialmente Taipei, possono sembrare caotiche a prima vista. Il traffico, la folla nei mercati notturni, il brusio costante: tutto può essere un po’ travolgente per chi è abituato a ritmi diversi.
Ma ho presto capito che, al di sotto di questa superficie frenetica, esiste un flusso ordinato e una pazienza sorprendente da parte dei locali. La gente attende con calma l’autobus, la metropolitana, o il proprio turno al chiosco del cibo, senza lamentarsi o spingere.
In Italia, siamo spesso impazienti, gesticoliamo, suoniamo il clacson per un millisecondo di ritardo. A Taiwan, ho visto una calma olimpica anche di fronte a ingorghi o piccole disavventure.
Questo ha avuto un effetto calmante anche su di me, costringendomi a rallentare e a osservare di più. La lezione più grande che ho imparato è che il tempo qui ha una percezione diversa; c’è una sorta di resilienza collettiva e un’accettazione che le cose richiedono il loro tempo, senza la fretta che spesso ci caratterizza.
1. L’Efficienza Silenziosa dei Trasporti Pubblici
La metropolitana di Taipei (MRT) è un esempio lampante di questa efficienza silenziosa. È incredibilmente pulita, puntuale e facile da usare, anche per i turisti.
Ho notato che le persone si mettono in fila in modo ordinato sui binari, lasciando sempre spazio per far scendere i passeggeri prima di salire. Non c’è la corsa al posto, il gomito per farsi spazio che a volte si vede in altre metropolitane del mondo.
All’interno dei vagoni, le persone tendono a parlare a bassa voce o a usare le cuffie, mantenendo un’atmosfera di tranquillità. Questo contrasto tra l’energia della città e la calma dei suoi trasporti mi ha sempre colpito.
Persino quando salivo su un autobus affollato, c’era sempre un’organizzazione implicita. Nessuno urla o si lamenta. È come se ci fosse un patto sociale non detto per mantenere l’ordine e il rispetto reciproco anche in situazioni di alta densità.
2. La Pazienza Nelle Code e al Mercato
A Taiwan, preparati a fare la fila, e a farla con pazienza. Che sia per un famoso piatto di street food al mercato notturno, per un bubble tea particolarmente popolare, o per un autobus, le code sono una parte integrante dell’esperienza.
Ma la bellezza è che sono incredibilmente ordinate. Non ho mai visto qualcuno cercare di saltare la fila o protestare rumorosamente. Tutti aspettano il proprio turno con una calma disarmante.
Ricordo di aver aspettato quasi 30 minuti per un piatto di
Lu Rou Fan
(maiale brasato su riso) in un piccolo locale che mi era stato consigliato, e l’attesa è stata parte dell’esperienza. Parlavo con chi mi stava davanti, osservavo il viavai.
È un ottimo modo per praticare la mindfulness e godersi il momento presente, senza la frenesia che spesso ci assale quando dobbiamo aspettare.
Denaro e Doni: Oltre la Transazione
Il modo in cui si gestisce il denaro e si scambiano doni a Taiwan è intriso di simbolismo e rispetto, ben oltre la semplice transazione economica. Ho imparato che la modestia è la chiave, e che l’ostentazione è malvista.
Non aspettarti di vedere persone che sventolano banconote o che fanno sfoggio di ricchezza. Anzi, la discrezione è apprezzata. Quando si riceve un resto o si fa un acquisto, è comune che il denaro venga riposto con cura nel portafoglio.
Per quanto riguarda i doni, sono un modo fondamentale per esprimere gratitudine e rafforzare i legami. Ma anche qui, ci sono regole non scritte che ho dovuto imparare.
Non aprire mai un regalo immediatamente di fronte a chi te lo ha dato, a meno che non ti venga esplicitamente chiesto. Questo potrebbe mettere in imbarazzo l’altra persona o creare l’impressione che tu sia interessato solo al valore materiale.
1. Il Galateo del Dare e Ricevere Doni
Quando si tratta di doni a Taiwan, la considerazione dietro il gesto spesso supera il valore monetario dell’oggetto stesso. È una pratica comune portare un piccolo dono quando si viene invitati a casa di qualcuno, o anche come segno di gratitudine dopo aver ricevuto un aiuto significativo.
Ho imparato che presentare un regalo con entrambe le mani è un segno di rispetto. Inoltre, è buona educazione che l’altra persona rifiuti il dono una o due volte prima di accettarlo; è un rito che dimostra umiltà da entrambe le parti.
Non aspettarti che il regalo venga aperto subito; i taiwanesi tendono a farlo in privato per non mettere in imbarazzo né il donatore né il ricevente. Evita doni che richiamano il numero 4, poiché la pronuncia è simile a quella della parola “morte”.
Quindi, niente set da quattro, per intenderci. Un buon regalo potrebbe essere una specialità alimentare dalla tua regione d’origine, come dei biscotti italiani di qualità, o un oggetto artigianale che rappresenti la tua cultura.
2. Le Carte di Credito e il Contante: Consigli Pratici
A Taiwan, le carte di credito sono ampiamente accettate nelle grandi città, nei centri commerciali, negli hotel e nei ristoranti di fascia alta. Tuttavia, ho scoperto che per immergerti veramente nella cultura locale, specialmente nei mercati notturni, nei piccoli ristoranti tradizionali, o con i venditori ambulanti, il contante è re.
Ricordo di aver cercato di pagare un piatto delizioso di ostriche fritte in un mercato notturno con la carta, e ho ricevuto un sorriso di scuse e un “solo contanti”.
È sempre una buona idea avere con sé una quantità sufficiente di New Taiwan Dollars (TWD) in tagli piccoli. Inoltre, quando paghi, se possibile, cerca di consegnare i soldi con entrambe le mani; è un piccolo gesto di cortesia che non passa inosservato.
I bancomat sono facili da trovare e la maggior parte delle banche internazionali accetta carte Cirrus, Plus, Visa e MasterCard per i prelievi.
| Aspetto Culturale | Uso in Italia (Contrasto) | Uso a Taiwan (Consigliato) |
|---|---|---|
| Saluti e Gesti | Abbracci, baci, gesti ampi, voce alta. | Inchini leggeri, sorrisi discreti, tono di voce basso. |
| Spazio Personale | Più vicinanza, contatto fisico occasionale. | Maggiore distanza, evitamento del contatto non necessario. |
| Condivisione Cibo | Piatti individuali o pochi piatti condivisi. | Molti piatti condivisi, si mangia dal centro tavola. |
| Uso Bacchette | Non applicabile (o rudimentale per chi pratica). | Non piantarle nel riso, non puntare, usare supporto. |
| Pazienza nelle Code | Tendenza all’impazienza, possibili lamentele. | Calma e ordine, attesa silenziosa e disciplinata. |
| Doni e Scambi | Apertura immediata del regalo, enfasi sul valore. | Apertura in privato, enfasi sul gesto e la relazione. |
Il Concetto di “Faccia” e l’Evitare la Perdita di Dignità
Il concetto di “faccia” (面子, miànzi) è un pilastro fondamentale della cultura taiwanese e asiatica in generale. È qualcosa che ho iniziato a comprendere appieno solo dopo essermi trovato in diverse situazioni in cui mi sono reso conto quanto fosse cruciale per i taiwanesi mantenere la propria dignità e non causare imbarazzo agli altri.
La “faccia” non è solo l’orgoglio personale, ma anche la reputazione sociale, il rispetto che si riceve dagli altri e la propria posizione all’interno della comunità.
Perdere la faccia significa essere umiliati, e questo è qualcosa che si cerca di evitare a tutti i costi. Ho imparato che per un viaggiatore come me, è essenziale essere consapevoli di questo concetto per evitare situazioni spiacevoli o involontari affronti.
Non si tratta solo di essere educati, ma di comprendere una dimensione più profonda della loro psicologia sociale. Questo mi ha reso molto più attento nel modo in cui ponevo domande, nel criticare (o non criticare) e nel risolvere eventuali problemi.
1. Come Mantenere la Propria “Faccia” e Quella degli Altri
Mantenere la “faccia” significa comportarsi in modo tale da non far perdere la dignità a sé stessi o agli altri. Questo si traduce in diversi comportamenti pratici.
Ad esempio, evitare di criticare qualcuno apertamente in pubblico; se c’è un problema, è meglio risolverlo in privato, con tatto e discrezione. Ricordo una volta che un cameriere aveva sbagliato la mia ordinazione; la mia prima reazione sarebbe stata quella di segnalarlo subito ad alta voce.
Invece, ho aspettato il momento giusto, ho chiamato il cameriere con un cenno e ho spiegato l’errore a bassa voce, scusandomi per il disturbo. Il cameriere ha apprezzato molto il mio approccio e ha risolto rapidamente il problema, ringraziandomi.
Urlare o fare scenate, come a volte siamo inclini a fare in Italia, causerebbe solo imbarazzo e perdita di “faccia” per tutte le parti coinvolte. Anche rifiutare un invito o un’offerta deve essere fatto con estrema gentilezza e fornendo una motivazione plausibile, per non far sentire la persona che ti ha invitato come se la sua offerta fosse stata respinta senza rispetto.
2. Il Valore del “Sì” e del “Forse”
A causa del concetto di “faccia”, dire un diretto “no” può essere difficile per i taiwanesi, poiché potrebbe essere percepito come un rifiuto scortese o come una perdita di “faccia” per la persona che ha fatto la richiesta.
Spesso, un “sì” potrebbe in realtà significare “forse”, “ci proverò”, o addirittura un “no” diplomatico. Ho capito che un “sì” accompagnato da un sorriso o un “hmmm” potrebbe non essere un impegno garantito.
Quando chiedi qualcosa e ricevi risposte evasive o un po’ vaghe, è un segnale che probabilmente la richiesta non potrà essere soddisfatta. Non insistere troppo è un segno di rispetto.
Questo richiede un po’ di adattamento mentale, ma una volta che lo comprendi, ti rende più consapevole delle sfumature della comunicazione e ti aiuta a evitare fraintendimenti.
L’Ospitalità Silenziosa e le Aspettative Reciproche
L’ospitalità taiwanese è tra le più sincere che abbia mai incontrato, ma si manifesta in modi diversi rispetto a quanto potremmo aspettarci. Non è fatta di grandi gesti o di continue rassicurazioni verbali, ma piuttosto di un’attenzione discreta e di una profonda premura per il benessere dell’ospite.
Ricordo una volta, mentre cercavo di orientarmi in un quartiere, un passante mi ha visto con la mappa in mano. Invece di limitarsi a darmi indicazioni, ha insistito per accompagnarmi per un paio di isolati, solo per assicurarsi che non mi perdessi.
Non ha cercato gratitudine esplicita, era semplicemente il suo modo di essere ospitale. Questa “ospitalità silenziosa” si basa su un’aspettativa reciproca di buon comportamento e rispetto.
Se tu mostri rispetto per la loro cultura, loro ti accoglieranno a braccia aperte, anche se non lo esprimono con fragore.
1. Il Valore della Gratitudine Esplicita e Discreta
Quando ricevi un aiuto o un favore a Taiwan, un semplice “Xie Xie” (grazie) detto con sincerità, magari accompagnato da un leggero inchino, è sempre apprezzato.
Tuttavia, non è necessario ostentare una gratitudine eccessiva o cercare di ripagare immediatamente il favore. A volte, un sorriso e un cenno di riconoscimento sono sufficienti.
Ho imparato che la gratitudine in Taiwan è spesso un sentimento che si accumula e si manifesta nel tempo, piuttosto che in un singolo momento esplosivo.
Puoi ricambiare l’ospitalità offrendo un piccolo dono in un’altra occasione, o semplicemente mostrando la tua apprezzamento attraverso il tuo comportamento rispettoso.
È un circolo virtuoso di gentilezza e considerazione.
2. Come Comportarsi Nelle Case Private
Se hai la fortuna di essere invitato a casa di un taiwanese, consideralo un grande onore. È un segno di profonda fiducia e amicizia. Ricorda sempre di togliere le scarpe all’ingresso; spesso ci saranno pantofole apposite per gli ospiti.
Questo è un segno di rispetto per l’ambiente domestico e per l’igiene. Offrire un piccolo dono, come del cibo speciale dalla tua regione o un souvenir significativo, è sempre una buona idea.
Non è necessario un regalo costoso, ma qualcosa che dimostri che hai pensato a loro. Durante i pasti, aspetta che i padroni di casa ti invitino a sederti e a servirti.
Evita di essere troppo rumoroso o invadente. L’atmosfera è spesso calma e rilassata. Ho scoperto che il modo migliore per mostrare apprezzamento è partecipare attivamente alla conversazione, ma con rispetto e ascoltando più che parlando, e soprattutto, godendo della loro generosità.
In Conclusione
Viaggiare a Taiwan è molto più che visitare luoghi iconici o assaporare delizie culinarie; è un’immersione profonda in una cultura intrisa di rispetto, discrezione e un’ospitalità che si rivela nelle piccole cose.
Le sfumature che ho cercato di condividere con voi non sono semplici regole da imparare a memoria, ma chiavi per sbloccare un livello di comprensione e connessione con i locali che renderà la vostra avventura infinitamente più ricca.
Ricordate, la bellezza del viaggio sta proprio nella capacità di adattarsi, osservare e apprezzare ciò che è diverso da noi. Portate con voi curiosità e un cuore aperto, e Taiwan vi ricompenserà con ricordi indimenticabili e lezioni di vita preziose.
Informazioni Utili da Sapere
1.
Avere sempre con sé contanti (New Taiwan Dollars, TWD) è fondamentale, specialmente per i mercati notturni, i piccoli chioschi di street food e i negozi locali. Molti posti non accettano carte di credito.
2.
Imparare alcune frasi basilari in mandarino, come “Ni Hao” (Ciao), “Xie Xie” (Grazie) e “Bu Hao Yi Si” (Mi scusi/Scusi il disturbo), farà una grande differenza nelle interazioni quotidiane e sarà molto apprezzato.
3.
Utilizzare le applicazioni di mappe e trasporto pubblico locale, come Google Maps o la Taipei Metro Go (per la MRT), renderà gli spostamenti estremamente efficienti e agevoli.
4.
Non aver paura di provare il cibo di strada, ma scegliete bancarelle che sembrano popolari tra i locali e con un’alta rotazione di clienti. È un’esperienza imperdibile e deliziosa, ma prestate attenzione all’igiene.
5.
La connessione internet è generalmente ottima. Acquistare una SIM card locale all’arrivo in aeroporto è economico e conveniente per rimanere sempre connessi e usare le app di navigazione.
Riepilogo Punti Chiave
La cultura taiwanese valorizza la discrezione, il rispetto dello spazio personale e la pazienza. L’ospitalità è silenziosa ma profonda. Il cibo è condivisione e le bacchette richiedono un galateo specifico.
Il concetto di “faccia” influenza profondamente le interazioni, rendendo i “no” diretti rari e le critiche pubbliche inappropriate. Per un viaggio senza intoppi, è essenziale osservare e adattarsi, mostrando sempre rispetto per le usanze locali.
Domande Frequenti (FAQ) 📖
D: Riguardo ai gesti e alle usanze, quali sono le differenze più sorprendenti o i malintesi più comuni che un italiano potrebbe incontrare a Taiwan e come evitarli?
R: Ah, questa è una domanda fondamentale! Ti dirò, la prima cosa che mi ha colpito, e che spesso porta a piccoli, innocenti malintesi per noi italiani, è il concetto di spazio personale e di comunicazione.
Noi siamo molto di pancia, gesticoliamo, ci avviciniamo; lì, invece, c’è una sorta di gentile riserbo. Non aspettarti grandi abbracci o pacche sulla spalla da sconosciuti, è semplicemente una questione culturale.
Un altro punto cruciale, credimi, è legato al cibo, in particolare alle bacchette. Ricordo la prima volta che, per abitudine, ho piantato le bacchette dritte nel riso nella mia ciotola mentre mi alzavo per un attimo: ho sentito uno strano silenzio!
Mi hanno subito spiegato, con un sorriso ma con un velo di serietà, che quel gesto ricorda i bastoncini d’incenso bruciati per i defunti. Un errore involontario, ma importante da sapere!
Per evitarli? Semplice, osserva. Guarda come fanno i locali, impara dai loro gesti, dai loro silenzi.
E se hai un dubbio, un sorriso e un “mi dispiace” (duìbuqǐ in mandarino) aprono sempre tutte le porte. La loro tolleranza verso chi si sforza di capire è immensa.
D: Visto che l’immersione culturale è fondamentale, quali strategie o atteggiamenti consiglieresti per apprezzare davvero le sfumature locali al di là delle guide turistiche?
R: Questa è la chiave, davvero! Le guide sono un ottimo punto di partenza, ma la vera magia di Taiwan l’ho trovata uscendo dai sentieri battuti. Il mio consiglio spassionato è: perditi.
Non nel senso di non sapere dove sei, ma lasciati guidare dalla curiosità. Invece di correre da un’attrazione all’altra, fermati in un mercato tradizionale al mattino presto, osserva la vita che brulica, gli anziani che chiacchierano, l’odore delle spezie e del cibo di strada che ti avvolge.
Prova i piccoli chioschi di cibo che sembrano meno “turistici”, quelli dove vedi la gente del posto fare la fila. Magari ordinerai qualcosa che non sai nemmeno cosa sia, e sarà un’emozione unica!
Prendi i mezzi pubblici, il bus, la MRT, invece dei taxi. Ti permetterà di osservare la quotidianità, i volti, il modo di vivere. E, se puoi, impara qualche parola base in mandarino: un semplice “ciao” (nǐ hǎo), “grazie” (xièxie) o “buongiorno” (zǎo ān) ti aprirà cuori e sorrisi inaspettati.
Non devi essere un esperto, ma mostrare l’intenzione di connetterti fa tutta la differenza. Ho scoperto che il vero viaggio è fatto di questi piccoli, preziosi momenti di condivisione e osservazione.
D: Parlando di preparazione, c’è qualcosa di specifico che un viaggiatore italiano dovrebbe tenere a mente prima di partire per Taiwan, al di là delle solite liste, per “allenare” la propria sensibilità culturale?
R: Assolutamente sì, la preparazione mentale è cruciale! Non parlo solo di documenti o valuta, ma proprio di un “mindset” aperto e flessibile. Prima di partire, mi sono ritrovato a leggere non solo guide, ma blog di persone che avevano vissuto a Taiwan, guardavo video su YouTube non solo di attrazioni, ma di vita quotidiana.
Questo mi ha aiutato a familiarizzare con i ritmi, i suoni, i colori che avrei trovato. Il vero “allenamento” per la sensibilità culturale è accettare che le cose saranno diverse, e che va bene così.
Lascia a casa il tuo metro di giudizio italiano. Non aspettarti che tutto sia come a casa tua; il cibo, gli orari, il modo di affrontare i problemi. Se un taiwanese ti dice “forse” o “vediamo”, spesso significa “no”, ma detto con delicatezza per non farti perdere la faccia.
Capire queste sfumature ti eviterà frustrazioni e ti permetterà di godere appieno di un modo di pensare diverso, ma affascinante. Si tratta di abbracciare l’ignoto con curiosità anziché con paura.
Sii pronto a farti sorprendere e, soprattutto, a sorridere anche quando non capisci: è il linguaggio universale che lì funziona benissimo.
📚 Riferimenti
Wikipedia Encyclopedia
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