Ciao a tutti, amici viaggiatori e curiosi del mondo! Oggi facciamo un salto non solo geografico, ma anche geopolitico, per affrontare un argomento che, credetemi, è molto più vicino a noi di quanto pensiamo.
Parliamo di Taiwan e del suo rapporto, spesso complicato e dibattuto, con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). In un mondo sempre più interconnesso, specialmente in materia di salute globale, l’esclusione di un attore così significativo come Taiwan solleva interrogativi importanti sulla cooperazione e sulla risposta a future emergenze sanitarie che, come abbiamo visto in passato, non conoscono confini.
Personalmente, ho sempre creduto che la collaborazione sia la chiave, e quando si parla di benessere collettivo, ogni voce conta. Curiosi di capire meglio le dinamiche e le implicazioni di questa situazione, che tocca temi di diplomazia sanitaria e diritti umani?
Scopriamolo insieme, approfondendo ogni aspetto con chiarezza e attenzione.
Il Battito Silenzioso di Taiwan: Un Cuore Pulsante per la Salute Globale

Un Modello di Sanità da Esportare
Quante volte abbiamo sentito parlare di sistemi sanitari efficienti? Bene, lasciate che vi dica una cosa: Taiwan, questa piccola isola, è un vero gigante quando si tratta di salute pubblica.
Pensate che nel 2025 festeggia il trentesimo anniversario del suo Sistema di Assicurazione Sanitaria Nazionale (NHI), un modello che copre il 99,9% della popolazione!
Sì, avete letto bene, quasi tutti i taiwanesi hanno accesso a cure e servizi di qualità. Questo non è un traguardo da poco, e l’efficacia, l’inclusività e la sostenibilità del loro sistema sono riconosciute a livello internazionale.
Ho visto come l’Italia, attraverso il suo Servizio Sanitario Nazionale, condivida una visione simile, e credo fermamente che ci sia tanto da imparare da Taiwan.
Hanno saputo affrontare le sfide dell’invecchiamento della popolazione e dell’aumento dei costi sanitari con riforme mirate, assicurando che il sistema rimanesse solido e accessibile a tutti.
Mi immagino quanto potremmo beneficiare tutti se questa esperienza potesse essere condivisa senza ostacoli.
Quando l’Esclusione Costa Caro a Tutti
L’esclusione di Taiwan dall’OMS, però, non è solo una questione di giustizia per i suoi 23 milioni di abitanti; è un vero e proprio danno per la salute globale.
Pensate alla pandemia di COVID-19: Taiwan ha dimostrato una gestione pronta ed efficace della crisi, un vero esempio di eccellenza nel contenimento del virus.
Hanno agito rapidamente, implementando controlli sui passeggeri da Wuhan già a fine dicembre 2019 e adottando strategie rigorose di test e trasparenza delle informazioni.
Mentre il mondo cercava di capire, loro avevano già un piano e lo stavano mettendo in pratica con successo, registrando un numero bassissimo di casi e decessi rispetto alla vicinanza con l’epicentro dell’epidemia.
Nonostante questo, le loro preziose informazioni e la loro esperienza sono state spesso ignorate dall’OMS, per ragioni puramente politiche. Personalmente, trovo inaccettabile che in un’emergenza sanitaria globale si mettano in secondo piano le vite umane per questioni diplomatiche.
L’interconnessione del nostro mondo rende essenziale che ogni voce competente sia ascoltata, senza eccezioni.
La Diplomazia della Salute: Tra Principi e Pragmatismo
La “One China Policy” e le sue Ombre
Dietro l’esclusione di Taiwan dall’OMS si cela la complessa questione della “One China Policy” sostenuta da Pechino. La Repubblica Popolare Cinese considera Taiwan una propria provincia e si oppone alla sua ammissione a organismi internazionali come nazione indipendente.
Questo principio, seppur radicato nella storia e nella politica cinese, ha un impatto diretto e a volte devastante sulla capacità di Taiwan di partecipare pienamente agli sforzi globali per la salute.
Ho visto come questa politica abbia impedito a Taiwan di sedere al tavolo dove si prendono decisioni cruciali per la salute di tutti. Dal 2016, l’opposizione di Pechino è diventata ancora più ferma, bloccando persino la partecipazione di Taiwan come osservatore all’Assemblea Mondiale della Sanità (AMS).
È una situazione che mi fa riflettere su quanto la politica possa intralciare la cooperazione su temi che dovrebbero essere al di sopra di ogni divisione, specialmente quando si tratta del benessere delle persone.
Un Sedile da Osservatore Conteso
Ci sono stati momenti in cui Taiwan ha avuto un barlume di partecipazione. Tra il 2009 e il 2016, sotto il governo dell’allora presidente Ma Ying-jeou, Taiwan ha potuto partecipare alle sessioni dell’Assemblea dell’OMS come osservatore.
Questo periodo, caratterizzato da un miglioramento dei rapporti con Pechino, ha permesso a Taipei di contribuire in modo significativo. Poi, purtroppo, le dinamiche politiche sono cambiate, e dal 2017 l’esclusione è diventata la norma, nonostante il sostegno di molti paesi che riconoscono l’importanza del suo contributo.
Ogni anno, alla vigilia dell’AMS, Taiwan rinnova la sua richiesta, spesso con il sostegno di nazioni come gli Stati Uniti, il Giappone, la Germania e persino l’Italia, come ho letto in recenti comunicati.
Eppure, questa richiesta viene sistematicamente respinta, per l’ottavo anno consecutivo nel 2024, a causa dell’incrollabile opposizione della Cina. Penso a quanti dati, quante esperienze e quante soluzioni innovative si perdano ogni anno a causa di questa barriera politica.
L’Eccellenza Taiwanese: Non Solo Chip, Ma Anche Cure
Un Sistema Sanitario Universale Riconosciuto
Taiwan non è solo il leader mondiale nella produzione di semiconduttori, un vero gigante tecnologico, ma è anche un faro per l’innovazione in campo medico e sanitario.
Il loro sistema NHI, che copre quasi tutta la popolazione con servizi equi e accessibili, è diventato un punto di riferimento globale. Personalmente, trovo incredibile che un paese con una tale capacità di innovazione e gestione della salute non sia pienamente integrato nella rete sanitaria mondiale.
Pensate che Taiwan è stata classificata al primo posto nell’Indice dell’Assistenza Sanitaria di Numbeo per ben sette anni consecutivi! Questo successo non è casuale, ma il frutto di investimenti costanti, riforme intelligenti e un impegno profondo per la salute dei propri cittadini.
Non si tratta solo di curare le malattie, ma di promuovere il benessere generale, attraverso la prevenzione, la telemedicina per le aree rurali e l’integrazione delle cure a lungo termine.
Innovazione e Solidarietà in Tempo di Crisi
Durante la pandemia di COVID-19, Taiwan ha dimostrato non solo di saper proteggere la propria popolazione, ma anche di essere un attore globale nella solidarietà sanitaria.
Hanno donato milioni di mascherine, respiratori e altri materiali medici ai paesi più colpiti, inclusa l’Italia. Questo gesto di altruismo, pur essendo esclusi dai forum decisionali, parla da solo.
La loro capacità di ricerca, sviluppo e produzione rapida di terapie e strumenti è stata cruciale, come dimostrato dai vaccini sviluppati internamente.
Questo mi fa pensare che la loro assenza non sia solo una mancanza di una sedia vuota, ma di una mente brillante e di un cuore generoso che potrebbero fare la differenza per tutti noi.
La loro esperienza nel monitoraggio globale e nei sistemi di allerta precoce è indispensabile, e non possiamo permetterci di ignorarla.
| Periodo | Status di Partecipazione | Contesto Politico | Implicazioni |
|---|---|---|---|
| Pre-2009 | Esclusione totale | Forte tensione Cina-Taiwan, assenza di accordi | Accesso limitato a informazioni sanitarie globali, difficoltà nella risposta a emergenze |
| 2009-2016 | Osservatore all’AMS | Miglioramento relazioni Cina-Taiwan, accordi commerciali | Taiwan contribuisce con esperienza, condivisione informazioni più agevole |
| 2017-Presente | Esclusione totale | Inasprimento relazioni, politica DPP pro-indipendenza | Perdita di contributi taiwanesi, lacune nella rete sanitaria globale, proteste internazionali |
La Voce che il Mondo Dovrebbe Ascoltare: Testimonianze e Sostegno

L’Appello dalla Comunità Internazionale
Non sono la sola a credere che la partecipazione di Taiwan sia cruciale. Ho notato che un numero crescente di paesi democratici, inclusi membri dell’Unione Europea, gli Stati Uniti, la Svezia, i Paesi Bassi e il Canada, hanno espresso il loro sostegno per l’inclusione di Taiwan.
Persino in Italia, la Camera dei Deputati ha approvato diverse risoluzioni che auspicano la sua inclusione nelle organizzazioni internazionali, riconoscendo l’importanza dell’isola per la stabilità nella regione indo-pacifica.
Questi appelli non sono solo gesti di cortesia diplomatica, ma riflettono una crescente consapevolezza che la salute pubblica non può essere ostaggio di dispute politiche.
Se l’OMS ha l’obiettivo di “non lasciare nessuno indietro”, come recita la sua stessa Costituzione, allora non può permettersi di ignorare 23 milioni di persone e un sistema sanitario di eccellenza.
Un Diritto Umano Fondamentale Negato
Il diritto alla salute è un diritto umano fondamentale, sancito dalla Costituzione dell’OMS stessa. Non dovrebbe esserci distinzione di razza, religione, credo politico o condizione economica e sociale.
L’esclusione di Taiwan contravviene direttamente a questi principi universali. Pensate all’impatto umano: i medici taiwanesi e gli operatori sanitari non possono partecipare a riunioni tecniche, accedere a dati in tempo reale o condividere le loro scoperte direttamente, limitando la loro capacità di proteggere al meglio i propri cittadini e di contribuire alla ricerca globale.
Ho letto un articolo toccante del Direttore Generale dell’Ufficio di Rappresentanza di Taipei a Milano, Riccardo Lin, che sottolinea proprio come questa esclusione sia irragionevole e dannosa.
È un appello alla professionalità e all’inclusività, valori che dovrebbero guidare ogni organizzazione dedicata alla salute mondiale.
Guardare Avanti: Cosa Significa per il Nostro Futuro
Rafforzare la Rete Sanitaria Globale
Se c’è una lezione che abbiamo imparato dalle recenti crisi sanitarie, è che i virus non conoscono confini. La salute globale è un sistema interconnesso, e ogni anello debole mette a rischio l’intera catena.
L’inclusione di Taiwan non è solo un atto di giustizia, ma una necessità strategica per rafforzare questa rete. La loro expertise, le loro tecnologie, la loro reattività, come dimostrato nella gestione del COVID-19, sono risorse che il mondo non può permettersi di perdere.
Ho sempre pensato che la cooperazione aperta e trasparente sia l’unica via per affrontare le sfide del futuro, dalle nuove pandemie ai cambiamenti climatici che influenzano la nostra salute.
L’OMS dovrebbe adottare un approccio basato sulla professionalità e sul rispetto reciproco, consentendo a Taiwan di partecipare pienamente ai meccanismi tecnici e ai negoziati cruciali, come quello sull’Accordo Globale sulle Pandemie.
La Speranza in un Mondo Più Inclusivo
Nonostante le pressioni e le dimostrazioni di forza, Taiwan continua a tendere la mano alla comunità internazionale, desiderosa di collaborare per un futuro di assistenza sanitaria senza confini.
E io, come cittadina del mondo, condivido questa speranza. La visione di “non lasciare nessuno indietro” non dovrebbe essere solo uno slogan, ma una realtà.
Sostenere la causa di Taiwan significa sostenere un principio di inclusività e pragmatismo che va oltre la politica. Significa riconoscere che quando si parla di salute, ogni vita conta e ogni contributo è prezioso.
Vedo un crescente riconoscimento, anche da parte della politica italiana, della necessità di un approccio più inclusivo e questo mi fa ben sperare. Spero che presto, la voce di Taiwan possa risuonare forte e chiara in tutti i forum internazionali, per il bene di tutti noi.
Concludendo
Amici, spero che questo viaggio attraverso le complesse dinamiche che circondano la partecipazione di Taiwan all’OMS vi abbia offerto una prospettiva più chiara. È una situazione che mi sta particolarmente a cuore, perché credo che in un mondo sempre più interconnesso, la salute non debba mai essere ostaggio della politica. Taiwan ha dimostrato più e più volte il suo valore, la sua resilienza e la sua generosità, e ignorare il suo contributo è una perdita per tutti noi. Continuare a sperare e a sensibilizzare su questo tema è fondamentale, perché solo con l’inclusione e la cooperazione potremo costruire un futuro più sano e sicuro per l’intera umanità. La loro esperienza in materia di sanità pubblica e la loro prontezza nelle crisi sono un modello che meriterebbe di essere condiviso senza barriere, per il bene comune.
Informazioni Utili da Sapere
1. Il sistema sanitario di Taiwan, il National Health Insurance (NHI), compie 30 anni nel 2025 e copre quasi il 99,9% della popolazione, offrendo un esempio di efficacia e universalità. Questo sistema, finanziato principalmente con contributi salariali e sussidi governativi, garantisce accesso a cure di alta qualità a costi contenuti, un vero punto di riferimento globale. L’innovazione e l’integrazione di servizi preventivi, di telemedicina e di assistenza a lungo termine ne fanno un modello studiato e ammirato da molti paesi.
2. La “One China Policy” è il fulcro del dibattito sull’esclusione di Taiwan. Pechino considera Taiwan una parte inalienabile del proprio territorio e si oppone a qualsiasi riconoscimento internazionale che implichi la sua sovranità. Questa politica, sebbene radicata in questioni storiche e diplomatiche, crea un ostacolo insormontabile per la piena partecipazione di Taiwan in organismi come l’OMS, nonostante il suo desiderio di contribuire attivamente alla salute globale e la sua comprovata capacità in questo settore.
3. L’esclusione di Taiwan dall’OMS non è solo una questione politica, ma ha ripercussioni concrete sulla salute globale. Impedisce a Taiwan di accedere in tempo reale a informazioni cruciali su epidemie e pandemie, e allo stesso tempo priva l’OMS di un’esperienza e di risorse preziose, come quelle dimostrate durante l’emergenza COVID-19. La mancanza di un coordinamento pieno può creare lacune nella risposta globale alle crisi sanitarie, rendendo tutti più vulnerabili.
4. Molti paesi democratici, inclusa l’Italia, gli Stati Uniti, il Giappone e diversi membri dell’Unione Europea, supportano attivamente la partecipazione di Taiwan all’OMS. In Italia, la Camera dei Deputati ha espresso in diverse occasioni il proprio sostegno all’inclusione dell’isola nelle organizzazioni internazionali, riconoscendo il suo ruolo fondamentale per la stabilità e la salute nella regione indo-pacifica. Questi appelli riflettono una crescente consapevolezza dell’importanza di un approccio inclusivo e pragmatico alla salute pubblica.
5. Taiwan non è solo un leader nell’industria dei semiconduttori, ma anche un innovatore nel campo della medicina e della tecnologia sanitaria. La sua capacità di ricerca e sviluppo, unita a un sistema sanitario robusto, le permette di offrire soluzioni avanzate in diversi settori, dalla diagnostica ai vaccini. La sua expertise in intelligenza artificiale e tecnologie all’avanguardia potrebbe portare contributi significativi allo sviluppo e alla pace mondiale, se solo le barriere politiche fossero rimosse.
Punti Essenziali
Per riassumere, il caso di Taiwan e l’OMS è un chiaro esempio di come la politica possa intralciare la cooperazione su questioni vitali come la salute globale. Taiwan, con un sistema sanitario invidiabile e una comprovata capacità di gestione delle crisi, offre un contributo prezioso che il mondo non può permettersi di ignorare. La sua esclusione, dettata dalla “One China Policy”, crea lacune nella rete sanitaria globale e contraddice i principi di inclusività dell’OMS. Il crescente sostegno internazionale, anche dall’Italia, dimostra che molti credono che sia tempo di superare gli ostacoli politici per il bene di tutti. L’auspicio è che prevalga il pragmatismo e che Taiwan possa presto sedere al tavolo dove si prendono le decisioni che riguardano la salute di ogni essere umano.
Domande Frequenti (FAQ) 📖
D: Perché Taiwan, con il suo eccellente sistema sanitario e le sue indubbie capacità, non riesce a essere un membro dell’OMS?
R: Ah, qui entriamo nel cuore di una questione che, credetemi, mi ha sempre lasciato un po’ di amaro in bocca. La ragione principale della non partecipazione di Taiwan all’OMS è di natura squisitamente politica, legata alla complessa relazione con la Repubblica Popolare Cinese.
Pechino considera Taiwan una sua provincia ribelle, parte integrante del principio della “Cina unica”, e si oppone fermamente alla sua partecipazione come stato sovrano in qualsiasi organizzazione internazionale che richieda la statualità.
L’OMS, essendo un’agenzia delle Nazioni Unite, segue questa linea diplomatica che, purtroppo, esclude Taiwan. Nonostante l’isola abbia un sistema sanitario all’avanguardia, come abbiamo tristemente imparato durante la pandemia globale – ho visto con i miei occhi quanto fossero preparati e organizzati – e sia riconosciuta per le sue capacità di prevenzione e risposta alle emergenze sanitarie, questa dinamica geopolitica la tiene fuori dal tavolo delle decisioni.
È una situazione che, a mio avviso, danneggia non solo Taiwan ma la salute globale nel suo complesso, privandoci di un contributo prezioso che potrebbe fare la differenza per tutti noi.
D: Quali sono le conseguenze concrete di questa esclusione di Taiwan per la salute globale e, in particolare, per noi in Europa?
R: Questa è una domanda fondamentale che mi ha sempre fatto riflettere profondamente, perché le conseguenze, credetemi, non sono affatto astratte o confinate a una parte del mondo.
Anzitutto, c’è una lacuna informativa cruciale: Taiwan non riceve direttamente aggiornamenti rapidi e completi sulle minacce sanitarie globali dall’OMS, né può condividere tempestivamente le sue preziose esperienze e dati.
Ricordate l’inizio della pandemia di COVID-19? Taiwan aveva un’esperienza precoce e strategie efficaci, ma la sua voce non aveva lo stesso peso o canale diretto per essere ascoltata a livello globale, e questo è un rischio enorme per tutti.
Questo ritardo o mancanza di coordinamento può avere un impatto diretto sulla nostra capacità collettiva di rispondere a future pandemie. Immaginate un focolaio sconosciuto o una nuova variante: se un attore chiave come Taiwan non è pienamente integrato nel sistema di allerta globale, potremmo tutti pagarne il prezzo, inclusi noi qui in Italia e in Europa, con ritardi nella comprensione della minaccia e nella risposta.
La salute non ha passaporto, e la sua protezione richiede uno sforzo congiunto, senza esclusioni dettate dalla politica.
D: Ci sono sforzi internazionali per includere Taiwan nell’OMS? E quali prospettive abbiamo per il futuro di questa delicata situazione?
R: Assolutamente sì, la speranza non muore mai, e ci sono movimenti significativi! Molti paesi, inclusi alcuni importanti membri dell’Unione Europea, gli Stati Uniti e il Giappone, sostengono attivamente la partecipazione di Taiwan all’OMS, o almeno come osservatore.
Queste nazioni riconoscono il valore del contributo taiwanese e l’importanza di un approccio inclusivo alla salute globale. Le argomentazioni si concentrano spesso sulla necessità di pragmatismo e di anteporre la salute e la sicurezza delle persone alle considerazioni politiche.
Taiwan stessa non si arrende: ogni anno porta avanti una campagna diplomatica instancabile per la sua inclusione, presentando casi solidi basati sulle sue capacità.
Per quanto riguarda le prospettive future, devo essere onesto, la strada è in salita, poiché la posizione della Cina rimane ferma. Tuttavia, la crescente consapevolezza internazionale dei rischi legati all’esclusione di Taiwan, soprattutto dopo le recenti crisi sanitarie che ci hanno colpito tutti, potrebbe gradualmente spostare l’ago della bilancia.
Non credo che sarà facile, ma la pressione diplomatica, la logica della necessità sanitaria e la solidarietà internazionale sono argomenti potenti che, spero davvero, un giorno prevarranno.
Personalmente, continuerò a credere che ogni paese, soprattutto uno con le incredibili capacità di Taiwan, debba avere un posto a tavola quando si parla del benessere di tutti noi.






